Finita questa orazione tutti s’alzarono con viso sereno e contento, che tale è il primo frutto d’una vittoria riportata dalla carità sulle passioni dell’odio e del furore di parte.
—Ecco la Trojana che suona, disse messer Bernardo[23], è tempo di andarci con Dio.—
Voltosi poi alla Laudomia le disse sorridendo;
—Non anderò agli Otto a dir loro quali preghiere ci avete fatto fare stasera, chè non vorrei credessimo tutti dormire a letto, ed avessimo a dormire al bargello....—
Salutato poi Niccolò, uscirono tutti. I frati s’avviarono al convento, egli a casa sua, ed il Ferruccio disse voler arrivar insin in palagio per non so che faccende egli avea col gonfaloniere.
Le cose accadute in questa serata aveano versato un po’ di balsamo nel cuor della Lisa. Avvezza a non udir parlar de’ Palleschi che nel modo con che si parlerebbe di fiere, pieni sempre gli orecchi di parole di sangue contro di loro, s’era sentita ricrear il cuore dal suono di quella preghiera, come da una celeste rugiada; senza saper essa stessa ben definire quali speranze potesse accogliere, le pareva però di veder come un primo albore d’un men tristo avvenire. Salì in camera colla Laudomia, vi si chiuse, e quando fu ben sicura di non esser sovrappresa, corse nella stanza vicina alla culla del suo bambino; e lo trovò che dormiva riposatamente. Nel voltolarsi come soglion fare i fanciulletti di poco tempo avea disordinato il lettuccio. Una picciola gambetta tonda e bianca con un piedino color di rosa, usciva fuori dalie coperte; le braccia stavan buttate uno in qua l’altro in là con certe manine piccine e grassotte, ed il petto colmo e tondo, splendeva così candido e pulito che pareva un raso, e proprio rubava i baci.
La povera madre s’abbandonò tutta sulla culla, guardando però di non lo svegliare, ed aprendo la porta a mille affetti che aveva dovuto tutta la sera tener racchiusi nel cuore, cominciò a piangere dirottamente. Racquetatasi poi a poco a poco, diceva al fanciullo, che s’era pur risentito, aveva aperti gli occhi, e colle manine s’andava ora prendendo un piedino, ora accarezzava il mento della Lisa.
—Povero Arriguccio, passerino mio, amore della madre.... sai.... hanno pregato anche per te finalmente, hanno pregato anche pel babbo. Poi volgendosi a Laudomia le diceva: