—Prendi angioletto, e voglia Dio che quando sarai fatto grande, siano spente queste maladette parti.—

Il bambino suggendo avidamente il latte, la Lisa gli dicea sorridendo:

—Avrei pur bisogno mi lasciasti un po’ di forza per domani.... ma Iddio me la darà.—-

Appoco appoco il fanciullino veniva chiudendo gli occhi, e la madre dondolando colla sedia, canterellava sottovoce una canzoncina, onde s’addormentasse del tutto. Laudomia, ritta dietro la sorella, gli veniva intanto ravviando i capelli, e finalmente glieli serrava in una reticella per la notte.

Mona Fede strascinando certe sue pianelle si dava da fare per ammannire i letti delle due giovani, porre la culla d’Arriguccio accanto a quella di Lisa.

—Aveva ascoltata attentamente la discussione tra le due sorelle, ma la conclusione ultima poco le andava a sangue: ricordando la parte avuta nel caso della Lisa, già le pareva aver addosso Niccolò con tutta la casa; onde, quando tacquero, con molti sospiri e molti scrollamenti di capo, pur seguitando ad ammannire l’occorrente per la notte cominciò a brontolare:

—Hum! Dio faccia che la vada bene!.... è presto detto raccontare ogni cosa!.... e poi? Se riesce a rovescio? Se succede qualche diavoleto peggio?.. così almeno con un po’ di riguardo si vive, stiamo in puntelli è vero, ma insomma finora non è andata malaccio, e un giorno o l’altro in qualche modo s’ha da trovar la via d’uscir da questo gineprajo.,.. ma almeno, per amor di Dio, non gli stessi a dire, che v’ho tenuto mano, che sono stata io.... lo sapete anche voi, io non ci ho che far niente!....—

—No, no, non gli dirò nulla, rispose la Lisa sorridendo della paura della povera vecchia.