Niccolò rispose—Di’, e fa presto.—
—Se voi m’avessi ammazzata, lo meritavo bene.... non posso negarlo. Conosco d’aver fatto errore grande, scostandomi da quell’obbedienza che v’era dovuta, e conosco ch’io dovevo almeno, poichè il male era fatto, confessarvi ogni cosa.... Laudomia ch’è costì e che non seppe mai nulla finchè tutto non fu condotto a fine, me lo consigliava; sono stata io che non ho voluto. Dunque tutta la colpa è mia, ed è ragionevole ch’io ne porti la pena, e tutto quanto m’avete detto, o mi direte, e qualunque sia il castigo che mi preparate, tutto riceverò benedicendovi le mani e dirò d’averlo molto ben meritato; ma se siete signore e padrone di me, non lo siete dell’onore e del nome di Troilo, che mai fu traditore a persona....—
—Io voglio aver tanta pazienza ch’io ti ascolti insino in fine....—
Disse Niccolò con riso amaro.
—E, riprendeva Lisa, di questo ne starà a paragone con tutto il mondo. S’egli è della parte Pallesca, egli è quali furono gli antichi suoi, e ciò non vuol dir altro se non che egli l’intende a un altro modo, che non l’intende il popolo di questa città.... e sarebbe cosa troppo enorme voler dire, che quanti cittadini son fuori di questa mura tutti sono traditori....—
—E tu vile ribalda sei tanto ardita di bestemmiar la tua patria a questo modo, in casa di Niccolò, e credi pazza che tel comporti?.... e quando dovresti nasconderti sotterra, e morir per la vergogna, e ringraziar Dio e me che ancora vedi lume, invece ti rimane pur tanta faccia di parlare, e per poco la non dice che la buona, la virtuosa è stata essa.... e l’uomo dabbene egli è ’l suo drudo, e non è traditore chi viene armata mano contro la sua patria?.... Ah, che conosco finalmente che vipera mi tenevo in seno, che sia maladetta l’ora che tua madre s’incinse di te pel mio malanno.... Animo, a chi dich’io? Ch’io ho troppo sofferto.... Animo, fuor di questa casa....—
Finir queste parole, avventarsi alla Lisa, afferrarla per le trecce e strascinarla carpone sin presso la porta, malgrado i pianti e le grida di Laudomia, fu tutt’uno.
I figli allora, commossi a pietà per la misera sorella, s’interposero e gliela levaron di mano.
—Via, disse Vieri, il più giovane de’ tre, ch’era bonaccio e di que’ caratteri che non possono sentir discorrere di guai, via, d’ogni cosa alla fine si vuol far pace, e basta bene che la se ne vadi se voi non la volete in casa....—
—Oh padre mio! interrompeva Laudomia, è vero, abbiam fatto error grande, ma Iddio perdona pure a chi si pente, e domanda pietà... Se quel che più v’offende è l’aver essa sposato un pallesco, ma non avete voi pregato per essi non son tre ore... e se non perdonate, come volete che Iddio, scusate babbo s’io son tanto ardita.... come volete che Iddio perdoni a voi?—