— Madonna Assunta, aiutateci voi! — strillò la serva.

— Che sarà? — chiese Cristina, come perduta.

Poi tesero l'orecchio. Nelle scale pareva che qualcuno strillasse e piangesse forte, una donna, Carmela.

— Avranno ucciso qualcuno nel portone — strillò la serva.

Allora Cristina, dopo avere esitato un momento, attraversò la cucina, la stanza da pranzo, l'anticamera. Nella scala i gridi crescevano; erano due o tre voci che si lamentavano:

— Signorino bello... signorino bello...

Ella fece per aprire la porta sulla scala. Non potette. Peppino Fiorillo giaceva lungo disteso sul pianerottolo, ferito nel petto: una ferita da cui sgorgava il sangue. La rivoltella era accanto a lui: egli era bianco bianco nella faccia, con gli occhi aperti. Li rivolse su Cristina, quando ella apparve.

— Signorino bello... signorino bello... — piangevano e gridavano le femmine.

Ella traballò, si sorresse alla porta, poi stramazzò.