III.
Nella poca luce della lampada che ardeva dinanzi a una immagine dell'Assunzione, Cristina, seduta accanto al letto, stava immobile. Il moribondo giaceva, senza cuscini, con la testa appoggiata al materasso, per impedire l'affluenza del sangue al polmone. Il lenzuolo che lo copriva, macchiato qua e là di sangue, si sollevava appena, sotto un respiro debolissimo.
— Come va? — domandò il medico, piegandosi verso la fanciulla.
— Sempre lo stesso — rispose ella, con un soffio di voce.
— Ha chiesto neve da mangiare?
— Sì.
— Avete rinnovato le vesciche di neve sulla ferita?
— Sì.
— Dà molto sangue?
— Molto: tre asciugamani, da oggi.