— E sarà bene, perchè sei impertinente. Chi te lo ha dato il soldo per comperare la sigaretta? Non lo avevi.
— Me l'ha regalata Peppino Fiorillo, quel giovanotto coi capelli ricci ricci; ne fuma venticinque al giorno, lui, di sigarette, perchè è grande, sta al liceo; l'ho incontrato qua vicino, passeggiava...
— Non te la doveva dare la sigaretta; vedete se è possibile, un ragazzetto di dodici anni, fumare! Se è vizioso lui, non deve far diventare viziosi gli altri, le creaturine...
— Oh Ciccina, quel poveretto ti ha mandato anche a salutare! Ha detto così: salutami la tua bella e sdegnosa sorella. Come parla bene, eh? Sta al liceo...
— Un'altra volta non ti fermerai con lui, hai capito?
— Oh Ciccina, quanto sei cattiva oggi — disse Carluccio, volendo piangere.
— Dammi la mezza sigaretta — disse ella, raddolcita.
— Ecco qua.
Cristina la buttò nella cenere del focolare.
— Lo vuoi fare più?