La bambina aveva ascoltato [pg!97] tutto il discorso, guardando ora sua madre, ora il maggiore. Adesso, ambedue tacevano. Egli era immerso nel più profondo avvilimento; ella era combattuta da tanti sentimenti diversi.

— Ho anch'io un bimbo di questa età — mormorò il maggiore. — Non lo vedrò più, forse.

— Aspettatemi qui — disse donna Cariclea, decidendosi.

E uscì. Il maggiore si era inginocchiato vicino al letto e aveva baciata la piccolina. Donna Cariclea tardava. Alla fine, muta, lieve come un'ombra, ritornò. Portava un involto di panni:

— Smorzerò il lume — [pg!98] disse, con voce breve, superando ogni ritrosia di donna — toglietevi l'uniforme e mettete questi abiti.

Così fece. Dopo pochi momenti ella riaccese il lume; il maggiore era vestito da contadino e l'uniforme giaceva per terra. Egli se ne stava tutto umile, tutto contrito.

— Bisogna nascondere quest'uniforme e questa spada — disse lui, — trovandosi, sareste perduta.

— È vero — disse lei. — Spezzate dunque la spada.

Senza esitare, egli tentò di spezzare la spada sul ginocchio. Ma la buona lama resisteva. Alla fine, con la tensione [pg!99] dei suoi muscoli robusti, la spezzò.

— Scucite i galloni dall'uniforme — ordinò donna Cariclea.