Ella non battè palpebra, non impallidì: solo, pensò un poco e rispose:

—Muoia, dunque.

Non aveva tremato la bella voce di Maria confermando chiaramente la sentenza di morte. Altro non dissero. Pallido come un morente, egli aveva vinto. Ella si levò, senza guardare né il roseo cielo, né i fiori che parevano tante fiammelle rosee, in quel tramonto:

—Addio, Mario,

—Addio, Maria.

Ella se ne andò, senza raccogliere un fiore, senza voltarsi, sparì, lontano, verso la gran rotonda luminosa dove arrivava il rombo sordo della città. Mario Felice restò seduto sul banco, e le prime ombre della sera lo avvolsero, poi la notte discese e lo trovò ancora lì, immobile. Nella notte olezzavano più acutamente i dolci fiori dell'oleandro, pieni di un veleno sottile: qualcuno di essi si staccava dal ramo e cadeva al suolo. Per sempre desolato era il cuore di colui che aveva vinto: e le lagrime della suprema tristezza piovevano dai suoi occhi, nella notte. [Blank Page]

NELLA VIA

(Vincenzella)

[Blank Page] Ritta presso il largo parapetto di pietra, Vicenzella con una mano teneva fermo il grosso polipo grigiastro e con l'altra ne tagliuzzava in pezzetti i tentacoli, adoperando vivamente un sottile e affilato coltellino. Accanto a lei, per terra, sopra un piccolo focolare di tufo giallo, bolliva una pignatta di creta bruna; vi era dentro acqua di mare e peperone rosso, secco, fortissimo; ogni tanto Vicenzella vi gettava una manata di pezzetti di polipo, dalla pelle grigia, dalla polpa candida: quando lo ebbe tagliato tutto, e tutto messo a bollire nell'acqua di mare, vi aggiunse delle gallette durissime: coprì ermeticamente la pignatta. Con un moto istintivo, si assicurò meglio negli zoccoli di legno, dal tacco alto e sonoro, e si avvicinò a Maria Grazia, l'acquaiola, che faceva andare in su e in giù la gran secchia chiusa dell'acqua e col piede sinistro cullava il canestrone, dove dormiva il suo figliuolino.

—Non sia per comando, Mariagra', mi daresti un bicchier d'acqua?