Essa fece finta di non udire: e conservò la severità della sua bocca larga ed espressiva, la fierezza dei suoi occhi che non conoscevano lusinghe, la durezza delle nere sopracciglia aggrottate.

—Se mi dai un po' di polipo, Vice'; ti do una fetta di pizza.

—Non ho appetito, e il polipo è crudo.

—Scommetto che se viene Ciccillo, il polipo è cotto. Per lui succedono miracoli, succedono.

—Si capisce.

—Quanto sei cattiva, Vice'!

—Chi ti chiama a parlare con me? Va', vattene.

Gennarino represse un moto di rabbia e si allontanò, gridando e decantando l'odore e il sapore delle sue pizze. Vicenzella continuò placidamente a far la calza fra il chiasso e il rumore della via, guardando in su, ogni tanto, come se aspettasse qualcuno. Una grossa femmina, con la giacca di lanetta nera, il grembiale bianco e un fazzoletto rosso al collo, le si accostò: aveva in mano un mucchio di soldoni, mentre una bambinella le si attaccava alla gonna.

—Questa è la chiave, Vice', e questa è Fortuna. Bada alla casa e bada alla piccola.

—Gnorsì, ma'—fece l'altra, senza muoversi.