—Ero venuto a salutarvi per l'ultima volta.

—E ieri sera, non ti avevo detto addio? Non lo hai capito?

—Non lo avevo capito: e avevo la speranza del banchiere Colzado, stamane….—egli mormorò, umilmente.

—Speranza inutile: ai morti nessuno dà denaro.

—Hai ragione,—sentenziò lui, a bassa voce, a capo chino.

Ella lo sogguardò stranamente. Pareva che misurasse la morale profondità di quell'abbattimento e che volesse sapere di che fosse capace quella immensa debolezza. Egli taceva, perduto, esausto.

—A che cifra ascendono i tuoi debiti?—ella domandò, a un tratto, con la voce fredda e limpida.

Julian Sorel alzò la testa e guardò Gwendaline, trasognato: quasi non avesse udito, o non avesse inteso.

—A che cifra ascendono i tuoi, debiti?—ella replicò, dominandolo coi suoi azzurri occhi glaciali.

—Non lo so…. non so…. non me ne parlare,—egli pregò fremendo, passandosi una mano sulla fronte.