—Mamma, mamma,—si ripeteva egli a sè stesso sperando di impazzire a furia di ripeterlo.

E le girava attorno, incapace di lasciarla un minuto. Ella lo guardava fisamente concentrando nello sguardo tutto il suo amore.

—Come ti senti, mamma?

—Meglio.

—Mamma cara, mamma bella….

E il figliuolo nascondeva il capo nei cuscini. Poi venivano certi lunghi e paurosi silenzi che lo sgomentavano.

—Dimmi qualche cosa, mamma….

Ella faceva cenno che non poteva, chiudeva gli occhi, crollava il capo come stanca. Sempre quel sonno penoso, in cui la faccia s'induriva, le palpebre socchiuse, la bocca storta, la testa inclinata sul lato destro, poichè il polmone sinistro era consumato.

—Mamma….—mormorava il figlio, piano.

E lei, svegliata, conservava quella durezza di tratti, gli occhi fissi e vitrei.