«Sentite, Sangiorgio...»

E gli disse qualche cosa sopra la legge comunale e provinciale, di cui si parlava di nuovo, per la terza volta.

La simpatia di don Silvio per Sangiorgio era cresciuta rapidamente, in poco tempo: ogni volta che aveva un dubbio politico o amministrativo, lo chiamava, se lo portava a casa, lo consultava, lo conduceva al ministero, aveva con lui delle lunghissime conversazioni. Ora, di nuovo, aveva qualche cosa da sottomettergli. Sangiorgio gli dette il suo avviso; poi:

«La signora è lassù...» soggiunse.

«Ah sì?» fece don Silvio, senza voltarsi, con una perfetta indifferenza. «Credete vi sarà viva discussione sugli articoli?»

«Specialmente sull'articolo quarto: la estrema sinistra ci tiene molto.»

«Parlerete voi, Sangiorgio?»

«Non so bene.»

«Dovreste parlare.... Sentite, venite domani a pranzo con me, vi spiegherò certe mie idee...»

«Verrò,» disse Sangiorgio, dopo aver esitato un momento.