«Perchè essa rassomiglia troppo all'amore, amico.»
«Essa non vi parla d'amore...»
«Io lo indovino...»
«Non dovete intenderlo, non dovete indovinarlo; io non vi chiedo nulla, non voglio da voi che il permesso di dedicarvi questa devozione...»
«Oggi, così: domani l'amore esigerà l'amore...»
«Chi lo dice?»
«L'esperienza mentisce!» esclamò egli, con violenza, «l'amore mio non è simile a nessun altro.»
Angelica chinò il capo, come vinta, per un momento: e Sangiorgio si pentì della sua violenza.
«Perdonatemi, signora,» le disse, umilmente, «ma l'idea di perdervi mi è insopportabile.»