La dolce donna aveva tenuta la sua promessa, ella non poteva mentire: col maggio odoroso, col mese delle rose, delle preghiere a Maria Vergine, ella era venuta, la divina. Non lei era dunque la Madonna a cui si offrono le rose? Senza dire niente, egli, preso da un moto improvviso, andò raccogliendo per casa tutte le rose, sparse per terra, già semiaperte nei vasi, e con un gesto gentile e delicato, senz'altro soggiungere, gliele andava gettando in grembo, tanto che la stoffa di un bigio chiaro del vestito ne rimase coperta.

«Ho tardato, ho tardato assai,» mormorò ella, chinando il capo a quella pioggia di fiori, «ma non ho potuto...»

E fece un gesto vago, di donna oppressa. Egli la pregò di cessare, con lo sguardo e col cenno della mano: non lei aveva bisogno di giustificazione innanzi a lui. Ed era così profonda la consolazione della sua presenza in quella casa, così completa la felicità del suo cuore, che nulla voleva la turbasse, nulla di amaro, nulla che sonasse rimprovero. La dolce donna, vestita di un tenerissimo color bigio, con una lieve piuma bianca sul cappello, con una velettina bianca sugli occhi che ne aumentava la giovanilità della fisonomia, posava compostamente, con le ginocchia coperte di rose, con una mano inguantata di grigio, abbandonata in grembo, perduta fra le rose; l'altra manina inguantata pendeva fuori del bracciuolo con le dita chiuse, come se avessero lasciate sfuggire qualche cosa. Egli sedette là accanto, sollevò lievemente quella manina inerte, la portò alle labbra, la baciò, con un soffio; parve che non se ne accorgesse.

«È bello, qui,» disse lei, placidamente, come se si trovasse in visita da un'amica, «è molto bello.»

«Mi sembrò udirvi dire che amavate Piazza di Spagna,» disse lui.

«È la strada che più amo, avete fatto bene a venir qui. Io non ho potuto, mai: non ho trovato. Quella vecchia Roma, dove io abito, è così triste, così triste! Per questo esco sempre: ogni volta che io esco, per quanta fretta abbia, passo sempre per Piazza di Spagna.»

«Venite a star qui, in questa stanza,» disse lui, sorridendo, come se scherzasse.

«Vorrei, se potessi,» rispose ella, con molta semplicità. «Ma non posso: debbo restare laggiù, nell'ombra. Che sole che ci è qui! Sulla soglia delle porticine si vendono dei fiori: anche qui, entrando, ne ho visti. Pare che trabocchino dalle case. Mi pare che in questa piazza sieno tutte case di felici: tanto sole, tanta primavera, tanta bellezza! Non siete felice voi, amico?»

«Sì,» disse lui, profondamente.

«Iddio vi assista,» diss'ella a voce bassa, congiungendo le mani, come se pregasse.