L'improvviso e soggiogante amore di Paolo Spada per Adele Cima aveva preteso che ella venisse ad abitare con lui nella casa di San Sebastianello. La resistenza della donna era stata debole e vaga: l'amante con facilità le aveva dimostrato che essendo ella libera e sola, nulla di meglio le restava a fare che unirsi a lui.
—Io ti darò grande noia: tu sei abituato alla solitudine—aveva ella opposto, timidamente, due o tre volte.
—Tu sei incapace di annoiarmi, cara—aveva sempre risposto lui, con quella tenerezza indulgente che era la nota principale del suo amore per Adele.
Ella era rimasta interdetta e pensosa, come se cercasse una idea, ancora oscura nella, sua mente, e, forse, la forma per esprimerla. Finalmente, alle reiterate richieste dell'amante, perchè si decidesse a venire da lui, definitivamente, ella ebbe il coraggio di dire questo:
—E se tu, un giorno, non mi ami più?
—Io? Ti amerò sempre, diletta. Capisci che non vi è una ragione al mondo, perchè io finisca di amarti.
—Pure…. se non mi ami più?—aveva ella replicato, incapace di entrare in nessuna delle sottigliezze, talvolta crudeli, del suo amante.
—Non è possibile. Se accadesse…. rimarremmo egualmente insieme….
—Come?
—I mariti e le mogli non ci restano, forse, anche quando non si amano più?