—No, ti aspetto.

—Io ho molto da scrivere, va, va.

—Che importa? aspetto.

—Creperai di noia e di sonno.

—No, niente. Aspetto. Tu hai molto da scrivere?

—Moltissimo: enormemente.

—Non importa, non importa.

Di amore, in lui, non un atto, non una parola. Questo ella vedeva bene, e un morso le afferrava il cuore. La febbre del lavoro e di quel lavoro la colpiva solo per i suoi fenomeni morbosi; ella non ne comprendeva nè la purissima fiamma, nè il nobile tormento, nè l'ebbrezza del travaglio. Non si spiegava perchè un uomo giovane, sano e bello, amato, amante come Paolo Spada si desse a quella passione singolare che ne consumava i giorni, la salute, la beltà, che lo toglieva, sovra tutto, all'amore. Ah questo, questo, ella non se lo spiegava ed era il suo cruccio più intimo e più costante! Nel suo giudizio stretto e poetico della vita, le pareva che un'altra donna le potesse togliere Paolo Spada, ma non già un foglio di carta bianca e una penna intinta nell'inchiostro. Che egli scordasse i suoi baci, le sue carezze, il suo amore così saldo e così affascinante nella semplicità, per restare i giorni e le notti nella sua stanza di studio scrivendo, lacerando carte, riscrivendo, passando la penna a grandi colpi sulle linee scritte, per cassarle, leggendo, declamando, fumando, bevendo caffè, senza sole, senza luce, senz'amore, proprio, senz'amore, le sembrava una cosa tanto folle, tanto ingiusta e tanto crudele che, spesso, sparendo nella sua povera cameretta, se ne andava a piangere in un cantuccio, solitariamente. Per lei l'amore era la sola passione, la sola occupazione, il solo pensiero e il solo affare, e tutto questo, molto semplicemente, in vero temperamento muliebre nato per il ristretto campo dell'amore. Giammai, in queste sue ore di desolazione, ella trovava un pensiero contro l'egoismo artistico di Paolo Spada, giammai ella si pentiva di essersi data a lui, di esser venuta a vivere con lui, ma si sentiva ed era una creatura perfettamente infelice.

Quando era stata lungamente assente, egli la chiamava. Ella si lavava in fretta gli occhi, riappariva quasi sorridente ed egli non vedeva punto il rossore delle palpebre.

—Perchè te ne vai, Adele?