Ella appoggiava la testa a una mano, col gomito sulla scrivania: si nascose gli occhi coll'altra mano e si mise a piangere zitto zitto, a lagrime lunghe che le piovevano sulle guancie, sul collo, continuamente.

—Perchè piangete?—domandò lui, nervosissimo.

Essa gli fece cenno di non domandare; seguitava a piangere, tacitamente.

—Non è mica morto qualcuno….—-tentò di scherzare lui.

—Sì, sì, è morto qualcuno—-rispos'ella, a bassa voce—veramente, veramente, è morto qualcuno.

E, levando il capo, con la santa audacia della passione, gli disse:

—Non ve ne andate: io vi voglio bene.

—Io non merito il vostro bene, cara; fate male a volermene.

—Non posso fare diversamente; vi voglio bene, non ve ne andate.

—Io sono stanco e vecchio, e laggiù il dovere mi chiama.