Prima di rispondere egli si raccolse e nei brevi minuti del silenzio, ritornò su quello che era stato, su quello che era la sua passione, provò a misurare il valore e la durata di quel vincolo che gli anni, la morale e material consuetudine avevano reso profondo e non risolvibile che dalla vecchiaia o dalla morte.

—Credo…. credo—egli mormorò, esaurito—che l'amerò sempre. Sono vecchio, Luisa: e la vita non si ricomincia. Voi siete giovane…. e potete obbliare….

—Voi non avete diritto di parlarmi così—ella disse, con un amaro sorriso.—Non vi accuso, non mi lagno; ma non cercate di consolarmi con queste vaghe parole. Io valgo meglio di questi banali conforti.

—Scusatemi—egli soggiunse, inchinandosi a quell'altero dolore, che non soffriva di essere turbato da nessuna voce, fosse pur quella della persona amata.—Era un augurio che vi facevo: vi auguro di dimenticare…. con tutto il cuore, ve lo auguro.

Ella scorse il capo, senza rispondere.

—Voi la raggiungete, colà?

—Sì—egli disse, a bassa voce.

—Vi aspetta?

—No, non mi aspetta: ma mi ha chiamato—soggiunse lui amaramente.

—E voi obbedite?