—Vi chiamerò: signora.
—Non siate così duro, Serra, ve ne prego.
—Io non sono che rispettoso.
—Il vostro rispetto è freddezza, è sarcasmo. Sapete che odio questa battaglia di freccie avvelenate.
—Signora Lieti, perdonatemi, se vi ho irritata.
—Non mi avete irritata, mi avete addolorata.
—E da quando in qua voi soffrite, signora?
—Ah il dolore è delle più trionfanti creature, sappiatelo!—ella disse, battendo le palpebre per diradare le sue lacrime.
Giovanni Serra tacque.
—Scusatemi, se vi ho detto qualche parola pungente—egli riprese, sottovoce.—Ma la vostra dolcezza, inaspettata, improvvisa, mi ha sconvolto. Perdonatemi. Nessun cuore vi è più devoto del mio, signora.