—Vado a casa.

—A casa! E che ci farete?

—Non so.

—Buona sera, Giovanni—ella mormorò, facendo per andarsene.

Ah, quale sussulto, lo scosse! Ella che aveva sempre trovato antipatico, brutto, volgare il suo nome di battesimo, tanto che egli aveva finito per odiarlo, ella lo pronunciava adesso, dopo dieci anni, con tanta soavità! Egli s'inchinò e le baciò la mano, leggermente. Si guardarono: ella volse le spalle; pian piano entrò nel portone, cominciò a salire le scale. Non era forse incerto il passo della donna, salendo per quelle scale, alla sua casa deserta? Il passo dell'uomo era incerto, andando alla sua casa deserta.

II.

Ella lo ricercò, dopo soli tre giorni: ed egli che l'aveva fuggita per quattro o cinque anni, da quando Clara, dopo un lungo viaggio, era ritornata in patria, egli si lasciò ricercare e tenne l'invito. Fatalmente, Clara era troppo sola e troppo libera, adesso. Gli aveva scritto un biglietto fra il malinconico e scherzoso, per dirgli che la sera istessa sarebbe andata al vecchio teatro Argentina, dove cantavano una vecchia musica, l'Armida, di Glück. Ella vi arrivò prima. Vi era un gran ballo, quella sera, all'Ambasciata d'Inghilterra, e tutta la grande società romana era colà: l'Argentina era quasi vuota, male illuminata, freddina: pochi amatori di musica antica stavano nelle poltrone, immobili, a pregustare le melodie incantatrici. Clara era vestita di nero: stava in un palco di terza fila, di fianco, scelto apposta: una veletta nera le scendeva dal cappellino molto semplice e molto carino. Così, sembrava più piccola e più giovane. Serra tardò. Due o tre volte, ella pensò che non sarebbe venuto e si pentì di avergli scritto. Aveva la più ferma volontà di essere umile e schietta, ma il suo amor proprio dava dei sobbalzi all'idea di un rifiuto sprezzante. Però, quando egli entrò, senza far rumore, ella chiuse gli occhi, a nascondere la gioia del suo sguardo. Ella si voltò, gli sorrise e gli stese la mano:

O ma belle ténébreuse….—egli disse, con una certa disinvoltura.

Il tono disinvolto durò così, un pochino. Poi, a lui sfuggì una frase pericolosa:

—Io non voleva venire….