E un riflesso di tetraggine gli si diffuse sul volto. Clara si guardò intorno.

—Non capisco—disse.—Siamo soli….

—Siamo soli?

—Dubitate di ciò?—ed ebbe, sulle belle labbra un riso forzato.

—Io credo che vi sia possibile fare tutto—egli soggiunse, guardandola con quel misterioso terrore, come quando gli parea veder sorgere un mostro nella donna.

—Tutto, che?

—Non mi domandate troppe cose, Clara: io sono molto turbato. Parlate voi, piuttosto.

—Sì—ella annuì, cercando di vincere, prima di tutto, sè stessa.—Lo vedete, siamo soli. Nessuno può venire e nessuno ha diritto di entrare. Qui vi è la vostra amica, che vi aspetta da tanto tempo, che è così felice di passare un'ora, con voi, in una stanza chiusa….

Egli guardò le porte, con una lieve ombra di diffidenza e di paura negli occhi.

—Anche a voi, fanno terrore le porte socchiuse?—ella soggiunse, infantilmente. E si levò, andò a chiudere le due porte, fra le tende.