—E se non ti amassi più?
Giovanni impallidiva e taceva. Quel pallore, la rincorava.
—Se non ti amassi più, di'?
—Mi rassegnerei malinconicamente. Sono stato un grande sventurato, sempre.
—Ti rassegneresti?—e fremeva, ella.
—Mi rassegnerei.
—Mi riesce impossibile di non amarti, Giovanni!—ella esclamava.
—Se tu volessi, ti sarebbe facile. Credimi, non ti ho meritata prima: non ti merito adesso. Era destino!
—Parliamo d'altro—diceva lei, brevemente, vinta.
Ma si rinnovava ogni giorno, ogni sera, il duello, sopra una ben semplice frase così cara a tutti gli amanti. Quando ella era di umore più lieto, gli diceva: