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[PROFILI]

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Ella porta quel poetico e soave nome che Leopardi ha amato: Nerina. E in tutta la persona di questa fanciulletta alta e sottile è diffuso un mite riflesso di poesia. La mollezza dei capelli castagni, abbandonata in lunghe anella sulle spalle, lascia libera una fronte larga, bianca e spirituale: fronte pensierosa, come i grandi occhi bruni, egiziani; occhi limpidi e profondi, pieni di calma, a cui un principio di miopia dà, talvolta, una incertezza come di sogno, o una finezza elegante di sguardo. Il profilo è corretto, delicato, già femminile: mentre la boccuccia [pg!076] rimane ancora infantile, labbrucce fresche e rosate, tutte ingenue, senza sapienza di sorriso, che si gonfiano ancora per una stizza, per fare il broncio, per piangere. La voce fiorisce lenta ed espressiva con qualche intonazione bassa di malinconia: una voce che pensa, parlando. Più volentieri ella ascolta, con la testolina reclinata, gli occhi intenti e ombreggiati dalle ricche ciglia castane, la bocca schiusa. Si lascia andare, stancamente affettuosa, con la testa appoggiata sul petto della madre o del padre, le mani pendenti lungo lo strano abito tonaca dell’adolescenza che ha qualche cosa di misticamente bizantino, nelle sue linee diritte. Ella ama tutte le cose di pensiero e d’immaginazione: le lunghe letture in un cantuccio di salotto l’attraggono irresistibilmente, una conversazione letteraria l’assorbisce, la contemplazione di un quadro se la prende tutta. Una sera la fantasmagoria del ballo Excelsior la inebriò; un giorno, a Venezia, sulla piazzetta di S. Marco, ella si mise a supplicare suo padre, con le lagrime [pg!077] agli occhi, perchè non la portasse mai più via da quel paese così bello. Ella ha una intelligenza squisita e gentile, che impara presto le cose dove l’intuizione vale più del ragionamento e dove il gusto predomina sulla dimostrazione: e spesso questa gentilezza è attraversata da una corrente d’ingenuità, quell’impensato meraviglioso dell’infanzia. Infine ella è una creatura semplice, un po’ timida, raccolta in sè, serena, tutta spirituale.

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