— Sì, papà.

— Che faceva Riccardo?

— Passeggiava, papà. Per un pezzo sono stato con loro, ma non mi davano retta e sono corso innanzi, con la palla: poi la palla è andata in un viale di contro e, per cercarla, non ho più trovata la mamma. Se mi perdevo, papà, mi avrebbero mangiato i lupi, in quella foresta.

— Sì... forse. E... la mamma?

— L’ho riacchiappata vicino alla carrozza, che mi aspettava.

— Dopo quanto tempo, Mario?

[pg!134] — Dopo cinque minuti, papà.

— È troppo poco.

— Allora dopo cinque giorni, papà. M’ha sgridato ed io ho pianto. La colpa era del cerchio e della palla e li ho bastonati. Riccardo è salito in carrozza con noi. Allora hanno abbassate le tendine e non vedevamo più la strada. Siamo scesi a Ripetta, papà, ma prima Riccardo ha baciato mamma sul collo. Perchè lo ha fatto, papà?

— . . . . . . . .