— Non mi amate più, non mi amate più — disse schiacciando le rose sotto i piedini.

E mordeva un bocciuolo di rose. Egli cercò di strapparglielo, per baciarlo: ma non vi riescì.

— Oh, cattiva! — mormorò lui puerilmente.

— Non si è mai abbastanza cattivi — rispose lei, sempre profondamente.

Tacquero. Egli la guardava, preso nelle profondità smeraldine degli occhi.

— Chi vi ha dato queste rose, Francesco?

— Qualcuno...

— Chi? — ribattè lei, imperiosamente.

— Donna Lucrezia Savella.

— Sono dunque i fiori della follia?