— .... Io trentotto....
— .... Avevo diciotto anni, quando vi sono entrata....
— .... Io ne aveva venticinque....
A mezzogiorno, dopo averle riunite in una sua grande stanza, la badessa le esortò, di nuovo, a soffrire, nel nome di Gesù e della sua Passione, nel nome degli ineffabili dolori di Maria, questa tribolazione: e le pregò di raccogliere, nelle loro cellette, la poca roba che loro apparteneva, cioè il secondo vestito che possedevano, quello delle grandi solennità, poichè le Trentatre non potevano avere più di due vestiti: unissero anche la loro rozza biancheria. Ella stessa, che apparteneva alla nobilissima famiglia dei Mormile e che aveva dato a suor Orsola una grossa dote, aveva fatto preparare la sua poca roba dalla sua conversa Cristina: era, dietro il suo seggiolone abbaziale, un semplice fagotto, chiuso in uno scialle oscuro.
— E le immagini? — esclamò la piissima suor Veronica del Calvario. — Possiamo portare, le immagini, via?
— Quelle delle vostre stanze, sono vostre. Distaccatele e portatele via.
— Potessimo portar via il nostro Ecce Homo, dalla chiesa!
— Potessimo portar via la statua della Madonna!
— Il Sacramento, dall'altare!
— La Scala Santa, la Scala Santa!