— E come avete fatto?
— Così, a soldo a soldo, a lira a lira. Prima, tenevo un piccolo libro dove, ogni giorno, scrivevo quello che spendevo. Adesso, non ci scrivo più nulla.
— Seicento lire! È troppo, Giovanna mia.
— Sì, è troppo, lo so. Ci è anche quel mio nipote, Francesco Fanelli, che ha tanti bisogni.... È un giovanotto.... si vuole sposare.... cerca una ragazza.... ogni volta che mi chiede danaro, non so dire di no.
— Gli volete bene a questo nipote, non è vero? — chiese suor Francesca delle Sette Parole, sogguardando un po' di più la sua sorella in Gesù.
— Sì, gliene voglio.
— È questo il figliuolo di quel giovane che dovevate sposare, mi pare.
— Si, è questo: è il suo unico figliuolo. Il padre è morto. Se non fosse morto, io non sarei venuta qui, — soggiunse, semplicemente, suor Giovanna della Croce.
— Per paura della tentazione, forse?
— No, sorella mia. Da molto tempo, Gesù mi aveva dato la pace. E la vecchiaia, poi! Ma non sarei venuta, ecco, se Silvio Fanelli fosse stato ancora vivo. Sarebbe stato ridicolo e sciocco, ritornare qui. Ma non vi è più: da un pezzo gli avevo perdonato ed egli stesso deve avermi perdonato, in punto di morte, se gli ho dato qualche tristezza.