Un silenzio susseguì. Preceduto da una conversa, che gli faceva strada, un prete entrò nel coro. Vi fu un rapidissimo movimento tra le monache, come di sgomento, come di pudore offeso: tutte, egualmente, si serrarono nel mantello nero, si strinsero il velo nero al viso. Il prete era vecchio, anche lui, ma con una fisonomia rosea, bonaria, dagli occhi pieni di una luce sfavillante di tenerezza: i suoi capelli erano tutti bianchi, candidissimi. La badessa aveva tentato di levarsi, quando l'aveva visto entrare, per andargli incontro; ma egli le aveva fatto cenno di non muoversi. Don Ferdinando de Angelis era, da più di venti anni, il confessore delle Trentatre. Ma era la seconda volta, solo, che metteva il piede oltre la clausura, nel monastero, per ordine del cardinale arcivescovo: nè il suo volto, sempre lieto, indicava buone novelle.

— Dunque, caro padre, quali notizie ci portate? — chiese suor Teresa di Gesù, con tono trepidante, al confessore.

Egli non rispose subito. Sentiva che, dai quattordici stalli occupati, le monache lo fissavano, con gli occhi ardenti, pendendo dalle sue labbra. Non aveva buone notizie. Curvò il capo, tacendo.

— Non vi è più nessuna speranza, è vero? — chiese la vecchissima badessa, levandosi, come mossa da una forza interiore.

Il prete crollò il capo, tacendo ancora. Alcune monache si erano alzate, anche esse, ed erano venute un passo innanzi, ansiosissime.

— Nessuna speranza, padre, nessuna? — gridò suor Teresa di Gesù, con una voce alta, che non aveva avuta mai, da anni.

— Offriamo a Dio questa tribolazione, — mormorò il prete, sempre a capo chino.

Ma il nome del Signore, pronunziato in quel momento, non giunse a frenare lo scoppio dei singulti di quelle monache. Quelle, in piedi, erano ricadute sui loro stalli, in preda ai singhiozzi; altre si erano gittate, a capo basso, sui bracciuoli degli stalli, soffocando la loro voce contro il duro legno. Con gemiti più forti, più bassi, piangevano tutte; dietro il suo velo fitto, la testa di suor Teresa di Gesù, la badessa, aveva un movimento convulsivo, quello del pianto. Il prete, ritto, in mezzo a quel coro, dove la luce vacillante della lampada e dei candelieri gittava degli sprazzi stranissimi, aveva l'aspetto angosciato, come per uno spasimo invincibile, che ne contraesse la buona anima di vecchio sacerdote.

— Piangiamo, piangiamo, — egli soggiunse, pianamente. — È un dolore grande; piangete, ma sopportatelo da buone cristiane.

La badessa era discesa, da sè, dal suo seggiolone, per accostarsi a don Ferdinando de Angelis. Allora, tutte le monache erano uscite dai loro stalli, l'avevano circondata, piangendo, dietro i loro veli, prendendole le mani, baciandogliele: