— E ne abbiamo venti del mese! Ci vogliono sette giorni per esigere la pensione. Andate, andate su, suor Giovanna della Croce, fate la volontà di Dio.

— Andrò, — disse la suora, mostrandosi più curva ancora, mentre un vivo tremito le scuoteva le mani.

La valorosa donna Costanza, contenta della sua opera, voltò le spalle e uscì. Doveva ancora spazzare tutto il piccolo quartino, in quel primo piano, al Vico Rosario Portamedina, quattro stanzette che costavano quarantacinque lire il mese e di cui era costretta ad affittarne una, per aiutarsi. Ella era la madre, la innamorata, la serva, la schiava del suo figliuolo, uno studente medico, che aveva già ventitrè anni, un giovanottone venuto dalla vanga e che era giunto ad elevarsi per mezzo di una volontà tenace, ardente, dalla scuola elementare al ginnasio, al liceo, all'Università, avendo sempre pieni voti assoluti, guadagnando sempre le sue tasse scolastiche, finendo per avere una borsa per mantenersi a Napoli, durante gli anni di Università.

Brutto, forte, rude, Enrico de Dominicis somigliava perfettamente al suo dragone di madre: ed era un figliuolo tenerissimo, promettendo a sua madre di arricchirla, quando si fosse laureato in medicina. In quell'anno, si laureava.

Il sussidio della Provincia di Salerno finiva: ma egli si laureava, non importava nulla! E la coraggiosa madre e il coraggioso figliuolo vivevano una vita aspra e austera, uniti in affetto profondo che ne elevava le anime semplici e un po' grossolane.

Sospirando, suor Giovanna della Croce prese la scatola di cartone, dove chiudeva i suoi merletti da vendere: si mise sulle spalle il mantello, si assoggettò il grande rosario alla cintura e, fattosi il segno della croce, uscì dalla casa e sali la scala del secondo piano, lentamente. Sulla porta chiusa, vi era una lucida placchetta di ottone, su cui era inciso: Concetta Guadagno. Una cameriera, vestita di nero, col grembiule bianco, venne ad aprire, ma con atto diffidente tenne la porta socchiusa.

— Volete dire alla padrona che vi è la monaca del primo piano? — balbettò la vecchia suora.

— Aspettate, — disse la cameriera, lasciandola fuori la porta.

Ma ritornò subito.

— Venite pure. La signorina è da questa parte.