— Vi grida spesso?

— Molto spesso. Talvolta mi batte, — disse, a bassa voce, Concetta Guadagno.

— Ma voi non gliene date ragione?

— No. Sono innocente. Ma mi batte per gelosia. Io accetto tutto. Che debbo fare? Gli voglio bene, gli sono grata di quanto ha fatto e fa per me. Non vedete? Vivo come una signora: mangio, bevo, dormo, sono servita. Prima.... non mangiavo sempre e dormivo quando potevo. È cattivo, è furioso, ma io non mi difendo.

— Vi vuol bene e vi maltratta?

— Il maltrattamento è prova di bene, zi monaca, — disse filosoficamente la ragazza.

— E perchè non vi fate sposare? — disse candidamente la povera vecchia monaca.

— Sposare? Sposare? Voi che mai dite! — e rideva, rideva, di un bel riso perlato, Concetta Guadagno.

— Per togliervi dal peccato, figliuola mia, — mormorò la suora.

— E qual peccato? Io non fo male a nessuno, zi monaca. Ciccillo mi vuol bene, mi fa vivere come una signora e mi basta.