— Ma infine, se non avete fatto nulla, la polizia vi lascia in pace! — gridò donna Carminella che cercava, ella stessa di dominare la sua inquietudine.

— E che ci viene a fare, dunque, la polizia, se non abbiamo fatto nulla? — esclamò Maddalena, che non si dava pace.

— Ci viene.... ci viene.... — perchè ci deve venire, — mormorò la donnona: — queste visite si fanno sempre....

— Sì, quando si cerca qualcuno per arrestarlo! — gridò Fortunata, che era più esperta.

E Maddalena, Fortunata, le due bambine, si misero a gemere, come se fossero sul punto di essere ammanettate e condotte in carcere. La donna ignota taceva, taceva; ma, probabilmente, era irrigidita dal terrore.

— Non si arresta nessuno! — sentenziò donna Carminella. — Nessuno, capite, alla Villa di Parigi! Qui, ladri e assassini non ce ne vengono.

Ma il tono era più audace che sicuro; si scorgeva che la grossa tenitrice della locanda, non era certa di quello che dichiarava.

— E, intanto, la polizia è qua! — gridò Maddalena. — Ci possiamo alzare almeno? Ci possiamo vestire?

— Non vi è tempo: il delegato è nella prima stanza, — disse donna Carminella, a bassa voce, per rispetto.

— Pure in letto, ci dobbiamo far vedere? — strillò Fortunatina, la serva, battendosi la faccia con le mani. — Oh, che mala sorte! Che mala sorte!