Riccardo aspettava ancora, agonizzante: ma il suo sorriso fatuo nulla rivelava del suo cuore. Alla fine, decidendosi, salutò sottovoce donna Clelia: aveva deciso di essere vigliacco, di non parlare a don Pompeo. Ma costui, tutto premuroso, lo accompagnò in anticamera.
‟Non posso soffrire la musica triste,” disse ridendo il banchiere; ‟donna Caterina ha l'aria di una coltre funeraria.”
‟Neppur io ho voglia di morire,” rispose Riccardo.
Il banchiere uscì col poeta nel giardino: il plenilunio di aprile lo inondava blandamente.
‟Che bella sera!” mormorò don Pompeo.
‟Bellissima!” disse lentamente il giovanotto, e ad un tratto, bruscamente, rapidamente:
‟Avete un effetto mio, in scadenza domani?”
‟Ho visto, sì, credo di mille lire....”
‟Sarebbe possibile rinnovarlo?”
E la voce pareva rotta da un lieve brivido.