‟Pranzi con me?” disse il ragazzo illustre.

‟No, caro: cerco qualcuno.”

‟Una donna?”

‟No, un milionario.”

Il bel ragazzo fece un risetto freddo e indifferente cercando di prendersi coi denti due o tre peli dei baffettini invisibili.

Joanna preso da un improvviso impeto di tenerezza, da uno struggimento d'amore subitaneo per quella graziosa macchinetta d'aggettivi rimanti e di periodi sfarfallanti, sedette accanto al poeta sul canapè.

‟Me la fai una novella per domenica?”

‟Ma che novella! io non ne faccio più novelle. Ci vuole troppa fatica, e non c'è sugo.”

‟Dammi una poesia, allora.”

‟Ti farò quattro sonetti sui denti della principessa di Santaninfa; quei denti di tigre, sai?”