‟Anche tu?” disse Joanna, guardandolo con una tristezza infinita.

‟Come anch'io? L'ho vista stamani da Ronzi e Singer, mentre comprava le paste pel suo thè. È divina.”

‟So, so,” disse Joanna. ‟Dunque me li dai questi sonetti?”

‟Te li do, ma voglio cinquanta lire subito.”

‟Ora non le ho: fammi prima i sonetti.”

‟Ciao, allora: mi occorrono subito e vado a farmele dare dall'amministratore del Baiardo.”

‟Addio, bambino,” disse Joanna, alzandosi, e di nuovo guardò il poetello con tanta amarezza d'amore, con una tristezza così compassionevole, che costui si avvide di qualche cosa.

‟Che hai? E vero che il tuo giornale sta per morire?”

‟Questo non lo vedremo nè io, nè tu,” disse vivamente Riccardo; ‟ma più ti guardo, e più mi sento commuovere; mi sembri mio figlio.”

E s'accostò al tavolo ove pranzava il milionario, che lo aveva visto e gli aveva fatto cenno con la mano.