‟Ma come diavolo vi trovate a questi estremi? Non avevate preveduto le grandi spese che richiede un giornale?”

‟E potevo io pensare che Sella si sarebbe ammalato? Voi lo sapete: senza la malattia di Sella a quest'ora la Destra e la Sinistra non esisterebbero più, non vi sarebbe più che una sola grande maggioranza dei conservatori più vivaci e dei progressisti più sensati. L'Uomo che ride sarebbe l'organo di questo nuovo partito, avrebbe trovato i fondi, si venderebbe a cinquantamila copie.”

‟E voi fondate un'impresa commerciale sopra un sogno che può esser distrutto da una febbre malarica.”

‟Senza simili sogni non vi sarebbero nè giornali, nè banche, nè società ferroviarie.”

‟E i vostri azionisti? Mi diceste tempo fa che avevate settantamila lire sottoscritte. Sono già consumate?”

Joanna fu fermato nel suo impeto da questa osservazione che lo richiamava alla realtà, che lo puniva con un sol colpo del suo terribile vizio di considerare i suoi sogni come fatti compiuti, i suoi desiderii come conseguiti, le sue illusioni come verità. Balbettò, rispondendo una bugia:

‟Hanno sottoscritto, ma non hanno pagato.”

‟Come non hanno pagato?” disse il senatore con un risolino incredulo, e riacquistando la sua tranquillità; ‟non avevate costituita una società anonima? Gli azionisti non si sono riuniti? Non hanno formato un consiglio di amministrazione, non hanno nominato un amministratore, non hanno versato le quote stabilite dalla legge? Voi avete il codice di commercio e il tribunale dalla vostra parte: difendetevi.”

‟Io non ho fatto nulla di tutto ciò,” disse Riccardo, ‟non credevo ci fosse bisogno di tante formalità: mi sono fidato.”

Il senatore lo guardò con pietosa indulgenza. Riprese lo châteaubriand che aveva abbandonato. Il poeta, terminato il suo barbarico pasto, s'accostò, attillato ne' suoi panni serrati e corti all'inglese, smovendo il collo nel solino che gli segava il mento.