E la risposta, fiduciosa, superba, era immancabilmente:
‟Domani.”
Il creditore se la faceva ripetere, sempre: e si aggrappava a questa parola, a questo uncino, se ne andava, con una speranza. Ma in questo l'usciere entrò, trascinando il passo, sonnacchioso.
‟Ebbene, avete questa risposta?”
‟Sua Eccellenza la manderà lui, alle sei.”
‟Siete sicuro.”
‟Manda lui, alle sei, qui.”
‟Bene,” fece Joanna, rasserenato.
Di botto, si rimise a scrivere. Ma fuori, in anticamera, una voce femminile parlava forte, con l'usciere: il quale rientrò, parlò sottovoce, questa volta, con Riccardo Joanna, che gli rispose con un cenno vago. Uscito fuori, lo si sentì che cercava di convincere quella donna ad andarsene.
‟Io le do molto fastidio,” disse Antonio Amati, con un mezzo sorriso, ‟lei vuol forse ricevere quella signora....”