‟Senti, Riccardo.”

‟Che cosa?”

‟Digli anche: Papà mio si raccomanda.”

‟Niente altro?”

‟No.”

‟Vado, papà.”

Il bimbo bussò debolmente: una voce secca gli strillò di entrare. Paolo, mentre Riccardo era di là, volle rimettersi a scrivere, ma non potè, le mani gli tremavano. Quando la porta si chiuse, egli arrossì di vergogna sino ai capelli.

‟Ecco, papà,” sussurrò Riccardo.

Gli pose sulla scrivania quattro rotoli bianchi, venti franchi in monete di rame.

‟Bravo, Riccardo.”