‟Oh io!” fece l'altro, crollando le spalle, con un cenno indefinibile.

La lasciò, si accostò al tavolino di Joanna, si sedette, bonario, familiare.

‟Buona sera, Joanna. Ho visto il giornale, il capocronaca mi va, è molto forte, così lo volevo, il prefetto sarà giallo di bile.”

‟Domani lo faremo diventar verde,” rispose Joanna, ringalluzzendosi, sorridendo.

‟Ecco, giusto quello che voleva dirvi. Bisogna che v'informiate precisamente se hanno intenzione di dare quei tali appalti, di cui vi parlai, a trattative private. Sarebbe uno scandalo.”

‟M'informerò, e se è vero....”

‟Anche se non è vero, bisogna fare un articolo sul sospetto, sul caso probabile, m'intendete?”

‟Ho inteso, vedrete domani,” disse Paolo, con una magnifica sicurezza.

‟E questo bel bambino,” soggiunse il signor cavaliere, carezzando i riccioli di Riccardo, ‟diventerà anch'esso un giornalista. Quand'è che farai il tuo primo articolo, piccolino?”

‟Presto, signor cavaliere,” rispose prontamente Riccardo, imitando la sicurezza di suo padre.