‟Tu sei una bestia,” gli rispose tranquillamente Riccardo.

‟Sarà....” fece l'altro, un po' scosso.

‟Chi trova bella questa commedia è una bestia, caro mio.”

‟Già tu sei infallibile come il papa....” disse sottovoce il Brandi.

‟Non sono io infallibile, è l'autore che è un asino.”

‟Ma scusa.... la commedia è piaciuta.... tutti l'hanno applaudita.... è piena di posizioni drammatiche.... uno si commuove quando si toccano certi tasti.... a me, che vuoi, mi piace.... sarò pure una bestia.... ma puoi negare che le situazioni sieno assai interessanti?”

Come Riccardo fumava il suo sigaro in silenzio, senza ribattere le ragioni del Brandi, il Brandi seguitò, con la monotonia di un robinetto, a versare le cause della sua ammirazione per la commedia. Ripetè tutti i luoghi comuni che si possono dire, a proposito di un'opera drammatica: e la trovata che era una bellezza, l'intreccio di cui uno seguiva le fila con ansietà, la scena-madre, la scena forte che afferrava pel collo lo spettatore e lo costringeva all'attenzione, i finali di atto che colpivano l'immaginazione, il movimento naturale delle persone, e quelle persone, quelle persone che erano così vere, così rassomiglianti a certi tipi che noi conosciamo, quelle macchiette così vere, così spiritose: e infine lo scopo morale della commedia, la tesi, anzi le varie tesi sociali che vi s'intrecciavano.

‟Quando avrai finito di dire sciocchezze, mi lascerai parlare,” osservò Riccardo, mentre uscivano da Via di Pietra.

‟Parla, parla,” disse, rassegnato, il Brandi.

Allora Joanna cercò di spiegargli, con la maggior chiarezza possibile, con uno stile piano, le ragioni per cui quella commedia era cattiva. Smontandola, pezzo per pezzo, gli dimostrava la vecchiezza dell'argomento, anzi dei vari antichi argomenti cuciti insieme, già mille volte tentati come ingredienti di commedie: gli mostrava la rigidità automatica dei personaggi, la fanciulla non era simile a nessuna fanciulla umana, la moglie tentatrice non esisteva, un deputato come quello non si era mai visto, un giovanotto come l'eroe della commedia bisognava pescarlo nella luna, e il giornalista....