È vero che Filossene e l'Aretino morirono per il riso, ma questi signori ne vollero un po' troppo; bisogna ridere, ma da galantuomini!
E dunque ridiamo. Il Giambullari, che, come storico, doveva avere senno ed esperienza, definiva l'uomo un animale che ride; di modo che chi non ride, corre il rischio di essere chiamato semplice animale.
Entrando con tale disposizione d'animo nella stanza da studio, i poeti sentimentali, gli storici, i filosofi, i moralisti, i critici sono messi da parte e viene la volta dei libri allegri.
Fate largo al glorioso D. Chisciotte, che si avanza pomposamente, seguito dal buon Sancio Pancia; salutate Tartarin, che si decide a fare i bauli per l'Algeria; stringete la mano allo zio Tobia, che, incapace di ammazzare una mosca, vi parla sempre di assedî e di guerre; accompagnate Raineri a Parigi e Gulliver a Lilliput; congratulatevi col Guadagnoli pel suo naso-portento!
Qualche abate, come il Casti, qualche cavaliere, come il Marino vi susurrano dei versi... No, si deve ridere, ma non a discapito del buon costume. Un po' di solletico piace a tutti, qualche licenza... poetica si permette; ma scendere a sozze oscenità, è troppo!
E poi, c'è bisogno di abati e di cavalieri per ridere? La nostra letteratura è ricca, straricca di lavori gai. Vi piacciono le novelle? Il Boccaccio, il Firenzuola il Sacchetti, vi divertono un mondo. Chi cento, chi duecento, chi trecento, questi signori ne mettono a vostra disposizione un mezzo migliaio. Volete epigrammi? Ecco il Pananti. Il poveretto per meglio servirvi è ricorso financo a ditte estere.
Volete commedie? Il Goldoni e il Giraud vi offrono tutto il loro repertorio artistico.
Da ogni parte dunque sbucano libri allegri. Frottole, arguzie, parodie, caricature, scherzi comici. Che risate grosse, patriarcali, scoppiettanti, maliziose, equivoche, birichine! Tassoni, Bracciolini e Pulci mettono in canzonella la cavalleria terrestre e celeste; Aristofane si burla di Socrate e della sua dialettica; Plauto motteggia i venerandi Quiriti; Molière carezza il suo Tartufo... Ma che! in un momento tutti ridono: ride Omero, ride Dante, ride Shakespeare, ride Milton, ride Manzoni, ride Carducci: ridono tutti!
Evviva l'allegria!
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