Infatti, quando si presenta innanzi a voi il grande ed infelice Colombo, vi sembra di essere usciti come da una bolgia infernale. Guardate indietro, e mille ombre vi inseguono: — è Alboino, che con la tazza ferale vi invita a bere del sangue; — è Teodora, Macrozia, Ermengarda, le turpissime donne di Roma, che con l'astuzia e la disonestà creano scandali e rovine; — è Barbarossa, che scende cinque volte a incendiare città e villaggi; — sono insomma tanti spettri orribili, che escono dai loro sepolcri e si fanno innanzi minacciosi.
Al Medio Evo fanatico e sanguinario succede l'età moderna, in cui tutti i popoli, ripetendo il grido di Giulio II: “Fuori i barbari!„ cercano acquistare la propria indipendenza.
Questo periodo più vi appartiene e voi lo scorrete con ansia. Finalmente gl'Italiani si sono svegliati! Caduti con Roma, per tanti secoli fummo dominati, disprezzati, e la nostra Patria venne chiamata una espressione geografica. Ma il tempo della rivendicazione è venuto. Non è la Lega Lombarda, non sono i Vespri Siciliani, non è la rivolta di Masaniello, sono tutti gl'Italiani che si ribellano ai propri tiranni. Fuori, fuori! abbasso gli Austriaci! abbasso i Borboni! abbasso i Duchi, gli Arciduchi, i Vicerè, i Potestà! Vogliamo l'Italia una e indipendente!
Voi pieno d'entusiasmo accompagnate Cavour al congresso di Parigi, assistete ai segreti colloqui tra D'Azeglio e Vittorio Emanuele; e quando la guerra contro l'Austria incomincia, voi tremate: è quel sacro timore che si prova alla vigilia delle grandi imprese. Sorpassate le lunghe descrizioni, le biografie, i commenti e correte alle battaglie: a Montebello, a Palestro, a Varese, a Camerlata, a Melegnano, a S. Martino, a Calatafimi, a Milazzo, a Capua, a Gaeta. Da per tutto si combatte e si vince!
Gli Austriaci si ritirano, i Borboni fuggono, la Patria finalmente è nostra! E la storia contemporanea si chiude con il trionfo degl'Italiani.
All'ultima pagina vi destate come da un sogno incantevole; ma subito dopo vi assale una malinconia.
I nostri padri affrontarono l'esilio, il carcere, la morte e noi che cosa abbiamo fatto per rendere rispettata la nostra Patria, questa terra benedetta, ricca di tante bellezze di natura, sempre maestra nelle arti e nelle scienze?
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La storia fa ribrezzo.
In essa vive un mostro che ora striscia come un rettile e riesce a nascondersi, ora si solleva gigante ed urla come un demone: la guerra!