Noi vogliamo far entrare l'amor proprio in ogni cosa e spesso mentiamo per non compromettere la nostra dignità. Ma, a voler essere sinceri, non tutti i libri che si comprano, si leggono.
Dite un po': quei grossi volumi di storia li avete letti? e quei poemi cavallereschi? e quei poemi didascalici? e quella falange immensa di romanzi e di novelle?
Ma non ci perdiamo in ciarle. Sedetevi a tavolino e fate una minuta e scrupolosa inchiesta su voi stesso, notando sopra un bel foglio di carta i libri che avete letti e quelli che avete solamente comprati, come utensili di lusso. Coraggio! siete solo. Incominciate da quei volumi di destra. Sono le Opere del Giambullari. Dunque segnate sulla carta:
Del Giambullari.... Che? del Giambullari non avete letto neppure una pagina? Ebbene, scrivete: Del Giambullari zero.
Del Thiers.... Che avete letto del Thiers? Un libro solo? Un libro solo. Del Guicciardini due capitoli, del Monti l'Aristodemo, del Pellico le Mie Prigioni e la Francesca da Rimini; metà dell'Odissea, tre o quattro poesie del Prati, due commedie del Molière; del Gioberti il Gesuita Moderno, di Tacito zero, del Petrarca una dozzina di sonetti, dell'Hugo I Miserabili e l'Uomo che ride. Mezz'Asino del Guerrazzi, tre elegie di Ovidio, due canti dell'Eneide...
Continuate, continuate e quando avete finito, tirate le somme.
Vergogna! Sette decimi dei vostri libri non sono stati letti, tre decimi sono ancora intonsi. Ma voi naturalmente non lo dite neppure agli amici più intimi e fate bene, o meglio fate come fanno gli altri. Noi tutti, proprio tutti, vogliamo comparire enciclopedici e far credere che ogni cosa passa sotto i nostri occhi. Tutte le debolezze, tutti i difetti, tutti i vizî si mettono alle volte in piazza, con più o meno ostentazione o sincerità, ma la propria ignoranza, mai. Ognuno di noi vuol sembrare più di quello che è, e in fatto di studio vuol far credere che tutti i libri sono stati letti, studiati, commentati, discussi.
Alle volte — e quante volte — con una faccia tosta diciamo di aver letto quel tal libro, mentre non l'abbiamo mai visto. E di simili peccati ognuno ne ha sull'anima. Io, ad esempio, che mi do l'aria di uno studioso, non ho letto la Storia delle Crociate, la Messeide, le Confessioni e Battaglie, Malombra....
Peccati veniali! Lo so. Oh, che volete che metta in piazza i peccati mortali? Se sapeste, quanti vuoti!... Ma non ne arrossisco. Di fronte a certi peccatori sono un mezzo santo!
Sentite:un maestro elementare — non di quelli, vecchio tipo, che si trovano nelle scuole, perchè un giorno furono a fianco a Garibaldi e fecero, bene o male, un paio di campagne, ma un maestro, tipo moderno, che ha frequentato il corso normale, che ha nella sala da studio tanto di diploma con tanto di cornice indorata, — una sera, non so a che proposito, disse che l'Orlando Furioso è in terza rima. Veramente il poveretto disse: mi pare. Avrei voluto rispondergli: “A me pare un'altra cosa: pare che lei starebbe meglio in una bottega di calzolaio che nella scuola!„