Potreste dirmi: ma scusate, per essere un buon maestro non è necessario sapere se il Furioso sia in terza o in ottava!
È vero, ma è vero puranche che quel precettore ha studiato e studia con passione i classici nostri.
E di questi ce ne sono!... Quanti, che si atteggiano a letterati, a critici, non hanno letto neppure i quattro Poeti!
Ma basta, basta. Mi accorgo che faccio della maldicenza, e sta male: ce n'è già tanta nel mondo! Io voglio dire semplicemente che noi acquistiamo molti libri e poi non ci diamo la briga di leggerli. Sapete perchè? La maggior parte dei libri si comprano o per semplice curiosità, o per istintiva imitazione, o per errore ingenerato dal titolo, o per un momentaneo entusiasmo.
Un giorno, ad esempio, vi salta il grillo di vedere un po' da vicino la questione sociale. Tutti parlano e scrivono di questa benedetta quistione. Bisogna saggiarne un pochino, tanto per non fare la figura d'ignorante con gli amici, che spesso ne discutono calorosamente.
Comprate così una dozzina di libri più o meno grossi e incominciate a leggere. Ma che! dopo una settimana la smania passa: quei volumi vi annoiano. Sono così strane, utopistiche, cervellotiche quelle dottrine che voi mandate a quel paese tutte le democrazie di questo mondo.
Un altro giorno un amico vi parla delle tante e belle scoperte nel campo astronomico: monti e valli nella luna, canali in Marte, nuovi pianeti, nuovi satelliti. Sta a vedere che in cielo si prolifica come sulla terra!
Intanto voi siete preso all'amo e comprate subito due o tre trattati di astronomia. Era una vergogna! Ignorare tutto ciò che avviene nel cielo! non ricordarsi neppure la distanza che ci separa dal sole! E così, per mettervi in regola con la coscienza, incominciate a sfogliare questi volumi illustrati e con tavole a colori fuori testo. “Ah! ecco la cometa del 1885! Già, me la ricordo! Com'è curiosa la cometa del 1835! Questi sono i crateri lunari, queste le protuberanze. Bella la nebulosa di Orione! Chi è costui? Giovanni Schiaparelli. È Direttore dell'Osservatorio di Genova; no, di Brera, già di Brera. Che cannocchiale! Ah! questo è il cannocchiale gigante che si sta costruendo a Parigi. Niente di meno farà vedere la luna a un metro solo di distanza...!„
Ma dopo un paio di giorni anche il cielo vi annoia. È tempo di pensare alla luna? Disgraziatamente nella luna ci siamo un po' tutti. E così senza tante cerimonie mettete a dormire anche questi libri.
Viene in voga il Quo vadis. Che bel romanzo! che capolavoro! Quo vadis a destra, Quo vadis a sinistra: non si parla che di Quo vadis. E bisogna convenire, romanzi simili ne abbiamo pochi! Mentre dura quest'entusiasmo, i Fratelli Treves vengono a dirci che hanno pubblicato molti romanzi del Sienkiewicz. Ah, dunque il Sienkiewicz è un romanziere provetto? Già, ha scritto una dozzina di romanzi! Immagino che romanzi! La tentazione è potente. Subito una cartolina vaglia ai signori Treves. I volumi arrivano. Voi vi chiudete nello studio dispostissimo a gustare queste ciambelle polacche. Ma, vedi un po': quanto più si va avanti nella lettura, più vi convincete che i fratelli non rassomigliano al fratello. Tentennando la testa, mettete questi libri nuovi nuovi nello scaffale. Venti lire buttate al vento!