Un altro giorno... ma basta; a dire in pubblico quanti libri avete comprati e quanti ne avete letti vi dareste la scure sui piedi: fareste sapere ad amici e a nemici che la tanto vantata cultura si riduce a zero. E poi, la vostra signora non vorrebbe sentir altro! “Come, comprare i libri e non leggerli!„ E qui una predica con i fiocchi sull'economia domestica per conchiudere che lei è economica e che voi gettate il danaro!
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Molti libri, elogiati, premiati, messi sugli altari, dichiarati monumenti nazionali o universali, non si leggono.
La Bibbia! Giù il cappello, signori miei. Abbiate o no una fede, la Bibbia incute rispetto e riverenza. Tutti ne fanno il panegirico, tutti la chiamano il libro divino, il libro dei libri, il vero libro dell'umanità. Che miniera inesauribile di bellezze! Il Milton ne trasse il Paradiso Perduto, il Klopstock la Messeide, l'Alfieri il Saul, il Varano i Canti, il Metastasio Abele e Giuditta, il Byron le Melodie, il Rossetti i Salmi e il Veggente: insomma tutti i poeti — primarî e secondarî — ne hanno modellato un quadretto.
D'accordo. Ma chi legge la Bibbia? Se ne pubblicano migliaia e migliaia ogni anno, in italiano, in latino, in greco, in ebraico; chi preferisce il commento del Martini o del Curci, chi, per atteggiarsi a libero pensatore, vuole le note di Lutero o del Diodati. La Bibbia è in tutte le librerie, ma per la maggior parte degli uomini è un mobile, un mobile di lusso: basta possederlo. Si compra, si fa rilegare in pelle e oro e si espone alla comune ammirazione, come un bel quadro antico.
La storia di Adamo, di Caino, di Noè, di Mosè, di Isacco, di Giuditta, di Sansone ecc., l'abbiamo appresa nelle prime classi elementari o ci fu raccontata dal nonno. Ma chi legge i Salmi di Davide, la Sapienza di Salomone, le Lezioni di Giobbe, il Vangelo di S. Giovanni? Se qualche cognizione abbiamo della Bibbia è sempre di seconda mano o per vie indirette: la fonte, la vera fonte è ignorata.
E sia detto fra noi, anche i preti l'ignorano. Essi nelle prediche, nelle conversazioni, ne citano versi e versicoli, ma credete che l'abbiano letto da capo a piedi? Ah! se la Chiesa non avesse imposto la recita quotidiana dell'Ufficio Divino, molti Reverendi non conoscerebbero neppure di nome Davide, Ezechiele e Geremia!
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Non mi chiamate pessimista: io credo che si possa dire lo stesso della Divina Commedia.
Il Voltaire scriveva: “Dante entra nelle biblioteche, ma non è letto. Mi rubano sempre un tomo dell'Ariosto, non mi hanno mai rubato un Dante!„