Ecco la ragione, per cui non si legge il Vico: vogliamo guardarlo da lontano, per vederne meglio i pregi!
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E il Darwin? È oramai mezzo secolo che si ciancia di Darvinismo. Questo sistema evoluzionista, che apre un abisso nel campo biologico, e per conseguenza inevitabile, anche morale, ha dato origine a una turba immensa di seguaci e di avversarî, turba di profani che non sono entrati mai nel santuario della scienza e che scorgono in Darwin o un simpatico libero pensatore o un terribile ateo.
Di Darwinismo si parla nei caffè, nei circoli, su pei giornali, e mentre sono pochi i veri cultori di scienze naturali, tutti vogliono esprimere la loro opinione su tale argomento. Alcuni, per darsi la posa di uomini evoluti, sostengono quelle teorie con qualche debole argomento, letto in una rivista scientifica; altri, nemici di ogni nuovo portato della scienza, si fanno il segno della croce come se si parlasse del diavolo in persona.
Ma domandate a tutti questi fanatici ammiratori o avversarî se hanno letto una pagina sola dell'Origine della Specie.
Nemmeno per ombra!
Vorrei parlare di altri libri, ma veggo che questo linguaggio dà sui nervi a parecchi. Forse m'inganno, ma ho ragione di credere che molti libri importantissimi non si leggono e si ha poi la pretenzione di discuterne!
Per carità, si finisca una buona volta di fare i pappagalli! Quando non si è letta un'opera, o confessatelo sinceramente o acqua in bocca. Chi viene a domandarvi se avete studiato il Principe o L'Origine della Specie?
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Fin qui le persone che si chiamano colte, che vengono dette a ragione, e spesso a torto, menti direttive. Che se parliamo poi del pubblico, del pubblico grosso, c'è da mettere le mani nei capelli.