È finito il tempo dei Dionisî. Se l'Imperatore di Germania, che si atteggia a letterato, scrivesse domani dei brutti versi, cento critici tedeschi gli direbbero in faccia che la poesia non è per lui.

Che mecenati e protettori! Oggi il Gran Mecenate è il pubblico. Allettate il pubblico, carezzatelo, seguitelo nei suoi gusti, solleticatelo nelle sue passioncelle, distraetelo, divertitelo, storditelo, egli saprà fare il suo dovere: vi darà quattrini ed onori.

Essere attaccati alla gonna di una regina ed esaltarne i begli occhi, le graziose manine, brrr! è una abiezione.

Dall'altra parte non crediate che i re abbiano vaghezza di tenere al loro servizio poeti, che cantino la ninna nanna in tutte le ore del giorno. Hanno da sentire altre ninna nanne, i poveretti! Neppure lo Zar, che si ostina a conservare una imbalsamata autocrazia e manda al fresco eremitaggio siberiano chi alza un po' la voce, vuole poeti imperiali. Ed ha ragione. In quella Corte non ci mancherebbero che una dozzina di poeti per accrescere la confusione ed il disordine.

Ma zitto, noi non dobbiamo mettere il naso nei fatti degli altri. Confusione e disordine ce n'è dovunque!

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Mi frulla un'idea nel cervello e fa ressa per uscire. Ma esci alla malora e non rompermi più la testa!

Ecco: quanti poeti nostri non vorrebbero anche oggi far parte della Real Casa, e vivere all'ombra del Quirinale con un lauto assegno? Rende tanto poco la poesia! Certamente il D'Annunzio, il Pascoli, lo Stecchetti, il Baccelli rinunzierebbero a un tale ufficio: vivono bene a casa loro, ma tanti altri poeti, che si ostinano a cantare al deserto tutto il giorno e gran parte della notte, l'accetterebbero come una manna.

Che cosa canterebbero questi vati? Eh, c'è tanto da cantare!

Il Principino mette un dente? un sonetto; il Principino sa montare a cavallo? una canzone. La Regina cade e si fa male o meglio non si fa male al braccio? un inno di ringraziamento a Giove. La Regina Madre va ai monti? la Regina Figlia va al piano? le Reginette vanno in giardino? Per tutti gli atti reali, grandi e piccoli, una canzone, un sonetto, un madrigale, uno strambotto!