È una insinuazione la mia?

Vorrei che al nostro Re saltasse davvero il grillo di avere una coppia di poeti regi. Naturalmente bandirebbe un concorso. Quanti concorrerebbero? I nostri poeti oggi a tale domanda rispondono sdegnosi: “Nessuno!„ Non li credete: imitano la volpe. Se venisse quel giorno!...

Ma questo giorno non verrà. Il nostro Re è pratico, praticissimo, e se non dà il ben servito ai maggiordomi e compagnia, non dipende da lui: così vuole il cerimoniale. Dei poeti però è poco tenero. Vedete: ogni giorno nomina cavalieri e commendatori. Un decimo degli italiani hanno una croce. Un avvocato, un medico, un negoziante, che acquista, con l'arte o con l'astuzia, un po' di nome, o un numero discreto di biglietti di banca, toh! una croce o un cordone. Ai poeti? Un corno.

Eh! la poesia è finita. Se volete entrare nelle grazie dei potenti, mandate alla malora la poesia e datevi... al giornalismo. Oggi i veri potenti non sono i re, i principi, i duchi, gli arciduchi, i marchesi, i baroni. I Governi costituzionali hanno gentilmente spotestati i re, mettendoli in seconda fila: in prima fila sono i ministri, i quali per restare sempre innanzi e non indietro, si afferrano alla stampa... amica.

Vangelo. Il ministro Giovanni Nicotera con la più grande disinvoltura diceva ad un amico: “Ogni Ministero ha bisogno di un milione all'anno per puntelli.„ Sua Eccellenza per puntelli intendeva la libera stampa.

Come cambia il mondo! Nei secoli scorsi quelli che avevano il mestolo in mano carezzavano e sussidiavano gli storici per essere tramandati ai posteri con un mezzo panegirico. Oggi non si pensa ai posteri. Che immortalità d'Egitto! Ciò che impressiona è il presente, non il futuro.

I libri educativi.

Noi consumiamo la maggior parte del nostro tempo a leggere libri inutili. Saranno libri belli o brutti, attraenti o noiosi, con arte o senz'arte, ma inutili alla vita.

Si legge un romanzo, un volume di poesie, un dramma; che scene, che descrizioni, che lingua forbita! La fantasia ne gongola, il cuore si dilata o si restringe. Benissimo. Ma quale vantaggio? Diletto dieci, profitto zero.

Diciamolo francamente. Di tanti libri che abbiamo letti, quale è valso a renderci migliori, a correggerci magari di un piccolo difetto?