Non vi disturbate, anche questa volta mi ostino a rispondere: no. Ho le mie buone ragioni. Ditemi: una raccolta di precetti, di ammaestramenti un elenco dettagliato dei nostri doveri si può chiamare libro educativo? A noi non piace la predica, non piace sentirci dire a bruciapelo: hoc faciendum, hoc fugiendum. Il moralista riesce sempre un po' antipatico. Catone, per aver voluto alzar troppo la voce, è restato nella storia come il tipo delle persone noiose. Lo ricordino i compilatori di libri educativi e si convincano che l'educazione vera, sana, feconda non si apprende con le formole come la matematica!
Si disse un gran bene della Morale Cattolica del Manzoni e dei Doveri degli uomini del Pellico. In Italia quei due libri, diversi per peso e misura, furono letti e riletti, ma non cavarono un ragno dal buco.
Solo il Tommaseo, vera stoffa di educatore, avrebbe potuto darci un bel libro, ma volle anche lui predicare e i suoi Pensieri sono un po' pesanti. Bellissimi gli argomenti, debole e scialbo lo svolgimento.
Il primo che fece vedere al mondo come va trattata questa materia fu lo Smiles, quando scrisse Chi si aiuta Dio l'aiuta. Il titolo dice tutto. Lo Smiles non è un letterato; raccoglie un certo numero di fatti, li racconta così alla buona, e ne trae insegnamento pratico per tutti. Non alza la voce, non ha la pretensione d'insegnare nulla; narra, semplicemente narra.
Eppure quel libro, scritto in una forma semplice e piana, ci fa pensare: ci dice che nel mondo c'è un posto onorevole per tutti, che ognuno ha il dovere di essere benemerito della società; ci dice che se la maggior parte degli uomini non giungono alla meta è perchè non sono perseveranti, non occupano bene il loro tempo, non conoscono se stessi.
I nostri educatori sono soliti darci come modelli di operosità e di perseveranza solo quegli uomini eminenti, che si distinsero nelle arti, nelle lettere, nelle scienze. Lo Smiles, no; trova esempi salutari in ogni classe sociale. Classe? Ma chi ha diviso gli uomini in classe? Chiunque tu sii: letterato, medico, statista, sacerdote, operaio, contadino, sei uomo: hai una mente, hai due braccia, devi compiere la tua missione.
Sei povero? Eh, la povertà non ti condanna all'impotenza. Avanti, da coraggioso! E qui innumerevoli esempî di Inglesi, di Francesi, di Italiani, che, poveri in canna, occuparono i primi posti nell'arte, nelle scienze, nella politica.
Vi avvilite dinanzi agli ostacoli? Fate male; Colombo, Alfieri, Newton, Beel, Gialdini, Gibbon e cento altri non si avvilirono e vinsero. Iddio non creò i dotti e gl'ignoranti, i ricchi e i poveri, gli onesti e i disonesti: creò Adamo, solo Adamo. L'ignoranza, la miseria, la disonestà la vogliamo noi, perchè siamo vili, perchè ci facciamo vincere dall'ozio e dalle avversità!
E lo Smiles tutto ciò non lo dice in forma di predica, come disgraziatamente faccio io, ma con esempi storici. Ognuno leggendo quelle pagine dovrà dire a sè stesso: “È vero!„ Molti lo dissero e si corressero. L'autore negli ultimi anni mostrava ai suoi amici intimi centinaia di lettere, pervenutegli da tutte le parti del mondo. Non erano lettere di complimento, non dicevano: “Il vostro libro è bellissimo, è un capolavoro„; no, dicevano semplicemente: “debbo al vostro libro la mia posizione sociale, debbo al vostro libro la mia onestà!„
Quando Cecil Rhodes inaugurò una biblioteca in una città dell'Africa meridionale, esclamò commosso: “Mi chiamano un creatore d'imperi. Non lo so, nè capisco bene che cosa si voglia dire. Ma un'altra cosa so e ne sono sicuro ed è che in questo libro — e sollevò in alto il Self-help — abbiamo un creatore di uomini, un creatore di caratteri!„