Non so chi sia stato il nuovo Pier l'Eremita, che abbia per il primo alzata la voce per bandire una crociata contro di essi. Ma piano con la guerra! Il recente conflitto Russo-giapponese, ci ammaestra che non sempre vince il più forte, specie quando il nemico si sa rendere invisibile. Mettiamoci piuttosto a loro discrezione. Infatti come lottare con i microbi? Dovremmo vivere soli, allontanarci dal consorzio umano, guardarci financo di stringere la mano ad un amico.
Stringere la mano? Per l'amor di Dio! Finora la stretta di mano era considerata come uno scambio di gentilezza, invece è uno scambio di microbi. Nella palma della mano — senza parlare di quelle un po' grassocce — se ne contano ben 89450. Quale esercito di piccoli assassini voi regalate agli amici e alle amiche!
“Volete stringere la mano? — dice il signor Congel — ebbene insaponatela per cinque minuti, servendovi di uno spazzolino; immergetela in una soluzione alcalina calda, sciacquatela con acqua sterilizzata, lavatela di nuovo con alcool e con etere solforico, immergetela per una seconda volta in una soluzione di sublimato e poi stringete pure la mano.„
Se non volete credere al signor Congel, che è del resto un valente chimico-farmacista, si presenta il dottor inglese Leedham Green, il quale vi prescrive un più lungo e fastidioso lava lava a base di sublimato, di ioduro, di cianuro, di mercurio, ecc.
Ciò bisognerebbe raccomandarlo specialmente ai signori Deputati al Parlamento, quando in tempo di elezioni fanno il giro doloroso per il Collegio e debbono stringere la mano a tutti. Poveri Rappresentanti dei popoli civili! Spandono grazie e ricevono microbi!
Ma via! Ci lascino stringere la mano a nostro bell'agio. Del resto se i microbi dell'amico vengono sulla mia mano, credo che anche i miei abbiano piacere di passare su quella dell'amico. Si tratta infine di uno scambio, e quando non possiamo far altri doni scambiamoci microbi!
E che dire poi della condanna brutale data ai fazzoletti? La scienza — diciamo la scienza per non compromettere nessuno — ha scoverto che nei fazzoletti ci sono delle vere colonie di microbi. Quindi, senza tante cerimonie, bando ai fazzoletti di tela, di lino, di seta. “I fazzoletti — dice il dottor Iorisenne — debbono essere di carta e una volta usati non bisogna metterli in tasca, ma gettarli via.„
Addio, addio dunque, vaghi fazzoletti di battista, ornati di trine, ricamati agii angoli con i colori più leggiadri! Addio, veli diafani, candidi come le mani che vi donavano! La scienza vi scaccia, la scienza vi ha solennemente dichiarati covi di microbi!
Ma, mettendo da parte la retorica, domando umilmente io: un povero diavolo, che ha un po' di catarro, deve uscire di casa con le tasche piene di fazzoletti e andarli poi seminando per la strada? Sono di carta, sissignore; ma bisogna sempre aggiungere un'altra partita al bilancio, giacchè non si daranno mica gratis quei fogliettini.
E così quel benedetto naso diventerà un organo dispendioso e dopo la bocca è lui che ci tira alla miseria. Fortuna che di naso ne abbiamo uno solo. Se Domineddio avesse avuto vaghezza di situarci sotto gli occhi un paio di quegli arnesi, staremmo freschi! Ci vorrebbe in permanenza una dozzina di fazzoletti per quelle quattro fontane.