Dal 13 al 21 Maggio, letto dal teologo R., sofferente di nefrite e di indisposizione al fegato.

Voi, senza perdere tempo, portate il libro al medico di famiglia, il quale, dopo aver consultato questi appunti, vi darà la sua brava ricetta.

Vi sembra strano ciò che io dico, eppure con questa malnata microfobia si arriverà forse più oltre, escogitando mezzi più ridicoli. Forse i posteri, andando di questo passo, saranno più fanatici e pazzi di noi. Ma il giorno in cui il mondo metterà senno (e quando si dice il mondo s'intende gli uomini: il mondo ha avuto sempre senno!) avremo una brutta condanna. Noi oggi mostriamo di aver buona vista, ma poco buon senso; e se fosse ancora in vita Salvator Rosa, ci avrebbe coniati due versi, un po' simili a quelli che scriveva per Michelangelo:

Michelangelo mio, nol dico a gioco:

Quello che hai fatto tu è un bel giudizio,

Ma di giudizio però ne hai poco!

Signori medici, lasciate stare i microbi; pensate che avete dei figli. Se essi arrivano a mettersi in testa che i libri fanno morire, abbiamo fatto la festa; e se oggi si studia poco, domani le scuole si dovranno chiudere!

Lasciateci dunque studiare. Chi è morto per i libri? È l'ozio che genera i microbi della morte. Allontaniamoci dai vizî e non avremo più microbi. Che se poi questi invisibili guastafeste hanno il mandato di molestarci sempre, si muoia, ma si muoia lavorando. Chi ha detto che noi viviamo per vivere e tutto bisogna tentare per prolungare la vita? Quando con l'ozio e con l'ignoranza abbiamo reso la vita inutile, per non dire un peso, a che vivere?

È meglio chiudere una buona volta gli occhi, che tenerli aperti e non vedere!

I pessimisti.